mercoledì 19 dicembre 2012


Un libro sulle terrecotte selinuntine pubblicato dall'Università di Torino



Il Dipartimento di studi storici dell’Università di Torino ha pubblicato un interessante volume sulle terrecotte architettoniche di Selinunte.
 Il testo è stato realizzato dalla dr.ssa Maria Clara Conti, Laureata in Lettere classiche presso l’Università degli Studi di Torino, Dottore di Ricerca in Archeologia, Insegna Archeologia Classica presso l’Università degli Studi di Torino, è Membro della Société Française d’Archéologie Classique, e da molti anni si dedica quasi esclusivamente allo studio del Parco archeologico di Selinunte.

martedì 4 dicembre 2012

Scoperte false


Martedì 04 Dicembre 2012 06:50

Eccezionali scoperte archeologiche a Favignana. Anzi, no...(è la campagna elettorale, gente)

E' davvero singolare quanto accaduto nei giorni scorsi a Favignana, la più grande delle isole Egadi. Ritrovamenti definiti "eccezionali" alla Grotta dell'Ucciria, con pitture rupestri simili a quelle della grotta del Genovese (a Levanzo) erano invece noti già ... dal 1968.
LA NOTIZIA. Gli "eccezionali" ritrovamenti archeologici a Favignana, alla Grotta dell’Ucciria, con "pitture rupestri di straordinario valore", sono stati annunciati dal  professore universitario Francesco Torre, assieme a uno studente della facoltà di Archeologia Navale di Trapani, Francesco Ernandez, durante lo studio della sua tesi di laurea

lunedì 15 ottobre 2012

Lunedì 15 Ottobre 2012 06:57 Mancano i soldi. Rischio chiusura nel fine settimana per parchi archeologici e musei in Sicilia


Musei e siti siciliani rischiano di restare chiusi nei giorni di sabato e domenica almeno fino a dicembre.
 Il caso sta esplodendo in queste ore per i tagli al fondo del salario accessorio operato dalla Regione e il blocco alla spesa per i limiti imposti dal Patto di stabilità.
Per oggi  il responsabile del Parco Archeologico di Naxos ha convocato i sindacati per comunicare lo «sforamento dei festivi » e cioè la “fine” dei fondi per le aperture domenicali.

A restare chiuso potrebbe essere uno dei siti più remunerativi per la Regione con oltre 600mila visitatori e 3 milioni di incasso nel 201: il teatro greco- romano di Taormina. Al Parco archeologico di Naxos fanno capo inoltre: l’area archeologica e il museo archeologico di Naxos; e il museo naturalistico di Isolabella. Ma quella di Naxos potrebbe essere solo la prima di una serie di chiusure a catena. Due giorni fa, le segreterie regionali di Fp Cgil Sicilia, Cobas Codir e Sadirs hanno scritto al Dipartimento dei Beni culturali, al ragioniere generale Biagio Bossone e al dirigente del Dipartimento Funzione Pubblica, Giovanni Bologna, per chiedere «l’applicazione del protocollo d’intesa» firmato ad aprile che consente di affidare le mansioni di custode anche alle fasce A, per assicurare la copertura di tutti i turni e una maggiore ottimizzazione delle risorse.
«Resta evidente che in assenza di una applicazione integrale del protocollo – si legge nella missiva - si rischia in molti casi di dover superare anche la già concessa deroga al 50% dei festivi lavorativi, con conseguente blocco delle attività d’istituto dei vari siti museali ed archeologici, nonché potenziale blocco delle fruizioni da parte del pubblico ed inevitabile e conseguente danno all’erario e all’immagine della Regione Sicilia, spesso oggetto di attacchi mediatici feroci e che,
per l’occasione, sarebbero ben lieti di enfatizzare come l’ennesima cattiva gestione della cosa pubblica siciliana».
«Il rischio di chiusura nei weekend è reale – conferma il dirigente generale del Dipartimento, Gesualdo Campo - Per le turnazioni abbiamo ricevuto dall’Aran 500mila euro in meno rispetto allo scorso anno: 2,9 milioni a fronte di 3,4. Fino al prossimo bilancio c’è poco da fare. Dobbiamo spendere con il contagocce e i nodi iniziano a venire al pettine: qualche giorno fa l’Abatellis di Palermo, ora il parco archeologico Naxos».
Per Campo, non è tanto una questione di Patto di Stabilità che ha risvolti soprattutto per il personale (circa 1200) dell’ex Beni Culturali, quanto piuttosto dei «tagli delle risorse a monte operata dall’Aran». Lettura non condivisa dai sindacati. «La contrattazione all’Aran ha rispecchiato le richieste presentate dal dipartimento», dicono e chiedono piuttosto di sbloccare la situazione di stallo venutasi a creare sul protocollo siglato in primavera".

"Non posso fare alcuna dichiarazione perchè non è arrivata nessuna circolare o nota esplicativa da parte della Regione -  dichiara il direttore del Parco Archeologico di Marsala, Maria Luisa Famà - anche se mi risulta, come è davanti agli occhi di tutti, che ci sono problemi economici". 

mercoledì 26 settembre 2012


“Dalla Terra alla Storia”, inaugurato a Salemi il Museo Archeologico. Attacchi di Sgarbi e Tortorici e critiche di Tusa

C’erano una volta i tombaroli. Non trovo incipit migliore per raccontare il come e il perché si sia arrivati felicemente all’ epilogo di un lungo percorso che ha portato nei giorni scorsi finalmente all’apertura a Salemi del Museo Archeologico. 
Per trovare l’inizio della avventurosa vicenda dobbiamo andare indietro nel tempo e risalire ai lontani anni sessanta per trovarne l’abbrivio. Quando alcuni giovanissimi salemitani, assieme ad altri dei paesi limitrofi della Valle del Belice, dando vita ad un gruppo spontaneo di appassionati di archeologia, cominciarono a setacciare il nostro territorio alla ricerca di qualche tomba, prima, e di insediamenti abitativi  e necropoli dopo, risalenti addirittura al periodo preistorico tra il XIII ed il X sec. a. C..

martedì 25 settembre 2012


Martedì 25 Settembre 2012 12:17

Mozia per sempre

A Marsala c’è un detto: «Se hai troppa voglia di lavorare, vai a San Pantaleo, siediti su una pietra e aspetta che ti passi». Oggi l’isola di San Pantaleo ha cambiato nome, è diventata Mozia, ma nella sostanza nulla è cambiato.
Perché sembra che l’aria, su quel verde miraggio di terra emersa, così piccina e affogata in una laguna calda e densa di alghe e di sale, sia impregnata di essenze che stordiscono, ammaliano, inducono a fantasie quiete e sensuali. Gli effluvi marini, abbracciando le rive di Mozia, si sciolgono nell’aroma dei pini, degli oleandri e dell’arenaria cotta al sole; i ciuri ri ficu r’innia – i fiori dei fichi d’india, dal delicatissimo profumo – che qui abbondano, venivano somministrati anticamente, sotto forma di tisana, dalle mamme sfinite ai picciriddi inquieti e insonni, per vederli finalmente sprofondare nel mondo dei sogni. E nel silenzio profondo, in cui vibrano i suoni del vento, le voci si perdono come echi lontani.


Qui venne Giuseppe Garibaldi, il 20 luglio del 1862, a cercare qualche ora di pace e di oblìo prima di lanciarsi nella nuova avventura: la conquista di Roma. Due anni prima aveva colto il trionfo, sbarcando a Marsala. Ora sperava – invano, come Aspromonte insegna – di vincere in un’impresa ancor più clamorosa, ripartendo dalla stessa città che gli aveva portato così grande fortuna. Il 19 luglio, a Marsala, gridò insieme al popolo: «O Roma, o morte!». Ma il giorno dopo sentì il desiderio di visitare Mozia. Pranzò in una povera casa di contadini, dissetandosi col vino forte ambrato e deliziandosi col pane nero intinto nel sugo della pasta cu ll’agghia.

giovedì 6 settembre 2012

A San Pietro, il 2° incontro sulla promozione e la gestione delle attività culturali

A San Pietro, il 2° incontro sulla promozione e la gestione delle attività culturali




 Il prossimo 10 settembre, alle ore 18.00 nel Complesso San Pietro, si terrà il secondo incontro promosso dall’Amministrazione comunale di Marsala.

 L'obiettivo è condividere e valutare la finanziabilità delle idee progettuali proposte dagli operatori culturali interessati a presentare progetti d’impresa coerenti con le finalità del Bando. “Occorre lavorare in sinergia, afferma l’assessore Benny Musillami, affinchè pubblico e privato assieme si adoperino per la competitività del nostro territorio. In tal senso, è compito dell’Amministrazione comunale non disperdere energie costruttive, coordinando le iniziative frutto della partecipazione attiva del mondo produttivo, economico e sociale”.
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